Giovanni Falcone: Come la mafia ha ucciso il cacciatore di mafia

wÈ solo un detto cinico per alleviare la pressione mentale o è una cupa intuizione? Forse anche una coincidenza fatalistica con l’inevitabile? Nessuno sa cosa ci sia esattamente nella mente di Richter Giovanni Falcone stava succedendo quando una volta disse pubblicamente: “Sarà un massacro. Un clan mi ucciderà”.

Sabato 23 maggio 1992, esattamente alle 17:57, era giunto il momento. La colonna del più importante cacciatore di mafia d’Italia era composta da tre berline Fiat blindate del tipo “Croma”, stavano viaggiando a 160 chilometri orari sull’autostrada nei pressi della città siciliana di Palermo quando è avvenuta l’esplosione nella lunga curva nei pressi della periferia Capaci Una bomba. Aveva una forza esplosiva di circa 500 chilogrammi di tritolo ed era nascosto in un tubo di drenaggio sotto l’autostrada.

L'avvocato e cacciatore di mafia più in vista in Italia Giovanni Falcone (foto d'archivio non datata) è stato ucciso dieci anni fa il 23 maggio 1992 vicino a Palermo in Sicilia da un attentato dinamitardo.  dpa (al rapporto di correzione dpa "Dieci anni fa, la mafia uccise il giudice Falcone" dal 21.05.2002) +++ dpa picture radio +++

Giovanni Falcone (1939-1992) era incorruttibile e non si lasciava intimidire

Quelle: picture-alliance / dpa/dpaweb

“Ha sbattuto. Piovevano pezzi di asfalto. Era come se si fosse aperto un inferno”, ha raccontato un testimone oculare dell’esplosione, l’agricoltore Salvatore Gambino: “Ho visto la prima macchina lanciata a circa 100 metri. La seconda macchina è andata in pezzi. Dove c’era stata l’autostrada, si apriva un fossato largo almeno 50 metri. Corsi più veloce che potevo verso l’auto che si era rotta. Era coperto di asfalto. Ho tirato fuori un corpo senza gambe, lo stomaco squarciato e le braccia senza vita”.

Gambino non poteva saperlo, ma teneva il morente Francesca Morvillo tra le sue braccia, dal 1983 la compagna e dal 1986 la seconda moglie di Giovanni Falcone. La 46enne era ancora viva, ma ha ceduto alle ferite riportate cinque ore dopo. Suo marito, che aveva sei anni più di lei, era morto nell’esplosione; il suo corpo era stato letteralmente fatto a pezzi. Nemmeno i tre poliziotti della prima auto, che è stata gettata via, sono sopravvissuti. Fu un massacro, come previsto.

Per un decennio e mezzo Giovanni Falcone aveva indagato instancabilmente sulla criminalità organizzata e preparato le accuse come magistrato inquirente (funzione poco conosciuta nella magistratura tedesca). All’inizio della sua carriera di giudice a metà degli anni ’60, si è inizialmente specializzato in criminalità dei colletti bianchi, in particolare fallimenti fraudolenti. Tuttavia, dopo che il giudice Cesare Terranova è stato ucciso a colpi di arma da fuoco insieme al suo autista per conto della mafia nel 1979, Falcone ha cambiato responsabilità ed è diventato il terrore della mafia.

Italia, Palermo (Capaci) - 23 maggio 1992 Mafia.  Indignazione bomba contro il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta L'assassinio di Giovanni Falcone

Il cratere della bomba sotto la A29. Falcone morì sulla Fiat Croma bianca: la sua armatura era inutile

Quelle: picture alliance / ROPI

All’epoca in Italia erano pendenti più di 500 procedimenti penali a carico dei mafiosi, ma praticamente tutti portati avanti da agenti giudiziari corrotti o intimiditi. Giovanni Falcone non fu né corrotto né colpito da minacce di morte. Quando il suo collega Rocco Chinnici fu assassinato con una bomba da 50 chili il 29 luglio 1983, Falcone continuò il più grande processo per mafia fino ad oggi. Il processo si è concluso il 16 dicembre 1987 con la condanna di 344 imputati per un totale di 2.665 anni di carcere.

Giovanni Falcone conosceva a memoria centinaia di nomi e connessioni di società mafiose. Era considerato timido ed evitava le interviste il più possibile. Sopravvisse a due attacchi grazie alla massiccia protezione del suo ufficio, dei suoi appartamenti e dei percorsi tra lavoro e casa. Ma sapeva che la mafia siciliana, Cosa Nostra, lo voleva morto. Il 23 maggio 1992 era giunto il momento.

Del resto: l’autista di Falcone potrebbe essere salvato, seppur con ferite mortali. I tre agenti di polizia che hanno seguito l’auto di Falcone sono stati estremamente fortunati: hanno riportato solo lievi ferite. Dovettero invece essere ricoverate in ospedale due famiglie italiane e una coppia austriaca, che al momento dell’esplosione stavano guidando tutte le loro auto nella corsia opposta: nessuna di loro era in pericolo di morte, nonostante i loro veicoli fossero stati sbalzati l’aria.

Manifestanti antimafia a Palermo nel giugno 1992.  Dopo l'attentato al giudice Falcone, in cui sono rimasti uccisi anche la moglie e tre guardie del corpo, a Palermo sono scoppiate proteste di massa contro la mafia.

Una manifestazione antimafia a Palermo nel giugno 1992

Quelle: picture-alliance / dpa

“Questo assassinio era programmato da almeno tre mesi”, ha detto il giorno dopo un portavoce della polizia a Palermo: “Ancora non sappiamo come gli autori siano riusciti a far esplodere gli esplosivi in ​​modo così preciso”. La colonna di Falcone era “solo mezzo secondo in zona di pericolo”. In effetti, la bomba era…

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